Paternoster

Terminale indicato tra la turbolenza nella tecnica del surf casting. C'è da dire che, quello nel disegno, in realtà è un doppio short, ideale per la paf. Nel surf casting il terminale inferiore non deve superare il piombo in modo da scongiurare ingarbugliamenti quindi, a surf, spostiamo gli snodi più in alto. Spostando gli snodi più in alto possiamo chiamarlo paternoster.

REALIZZAZIONE
Si inizia prendendo uno spezzone di filo per il trave, io uso uno 0,40, di circa 1,5 metri, ad una delle estremità va legata una girella N° 12, e successivamente va inserito dall’estremità libera, un pezzo di guaina di silicone di circa 1 cm che andrà a coprire il nodo appena fatto (naturalmente all’estremità libera della girella andrà collegato lo shockleader o il filo di bobina, senza dimenticarsi anche su questo nodo della guaina). A questo punto si realizza il sistema “stopper-perlina-girella-perlinastopper”, si inserisce lo stopper come in figura A) successivamente una perlina, girella N° 16, perlina e stopper. Si ripete il tutto un’altra volta per avere due braccioli sul trave. Per quanto riguarda i braccioli la loro lunghezza dipende principalmente dalle condizioni marine, cioè più il mare è agitato meno lunghi saranno i braccioli. In generale per il bracciolo più in alto la lunghezza varia 30-60 cm, mentre per quello in basso varierà dai 40-70 cm, senza dimenticare che la distanza dal piombo a quest’ultimo amo deve essere almeno di 5 - 10 cm. Stesso discorso vale per inter-distanza tra i due braccioli, cioè se li bracciolo più lungo è di 70 cm, i due sistemi “stopper-perlina-girellaperlina-stopper”, dei due braccioli devono essere distanti almeno 75-80 cm, questo per evitare il più possibile i grovigli tra di essi. È bene non dimenticare di inserire un pezzo di guaina di 1 cm nel filo del bracciolo prima di legarlo, questo successivamente andrà a coprire il nodo del bracciolo.

Specie insidiate: 
Orate, saraghi, mormore